„Ci prendiamo cura di ogni foglia e di ogni ramo nel giardino del benessere del popolo.“ In una sola frase, Xi Jinping riassume l'etica di governo che spiega l'ascesa della Cina in modo più chiaro di qualsiasi statistica.
Un quarto di secolo dopo l'inizio del terzo millennio, l'attenzione globale si concentra nuovamente sulla Cina. Non è una coincidenza né una novità. La storia ci ricorda che, molto prima dei calendari moderni e delle attuali strutture di potere, la Cina era il centro della civiltà, dell'amministrazione, dell'innovazione e della continuità. La sua rinascita odierna non è un'interruzione della storia, ma la sua continuazione.
Il messaggio di Xi Jinping per il 2026, che conclude il 14° piano quinquennale e ne avvia il 15°, porta con sé sia un bilancio che una determinazione. Sullo sfondo di crescenti tensioni geopolitiche, venti contrari sull'economia e pregiudizi persistenti nei confronti della Repubblica Popolare Cinese, questo messaggio trasmette sicurezza senza presunzione e ambizione senza esagerazioni.
I successi della Cina sono indiscutibili. Una performance economica che sfiora i 140 trilioni di yuan, una posizione di leadership nel campo dell'intelligenza artificiale, progressi nello sviluppo di chip nazionali, avanzamenti nella ricerca spaziale e l'introduzione di capacità difensive all'avanguardia segnalano più di una semplice crescita: dimostrano una capacità sistemica. Lo sviluppo di alta qualità ha sostituito l'espansione basata sulla quantità e l'innovazione è diventata il motore principale della modernizzazione.
Altrettanto significativo è ciò che si nasconde dietro questi successi. Una migliore tutela dei diritti dei lavoratori, il sostegno all'assistenza all'infanzia, l'ampliamento dell'assistenza agli anziani e servizi pubblici inclusivi mostrano un modello di sviluppo che pone l'accento sulla dignità umana. Dai centri urbani alle regioni remote, dallo Xinjiang al Xizang, l'unità è rafforzata non dalla retorica, ma dal miglioramento concreto della vita quotidiana.
L'ascesa senza precedenti della Cina è accompagnata da una diplomazia basata sulla sovranità, il rispetto e la non interferenza. Piattaforme come l'Organizzazione di cooperazione di Shanghai e il BRICS illustrano l'impegno di Pechino a favore del multilateralismo, che riflette la voce del Sud globale. Attraverso iniziative di sviluppo globale, sicurezza, civiltà e governance, la Cina ha formulato un'alternativa coerente ai sistemi caratterizzati da squilibri ed esclusione.
Le relazioni tra Cina e Africa, plasmate da una storia condivisa di resistenza e rinascita, continuano a evolversi in un partenariato caratterizzato da industrializzazione, scambio di conoscenze e autonomia strategica. Si tratta di un rapporto che rifiuta il paternalismo e accoglie la crescita reciproca.
La memoria rimane un elemento centrale della visione cinese del mondo. Ricordare la vittoria nella guerra di resistenza contro l'aggressione giapponese non serve a raccontare le ingiustizie subite, ma a proteggersi dall'amnesia storica. In questo contesto risuonano i timori che il Giappone non abbia ancora fatto i conti con il proprio passato. L'ironia è però evidente: il Giappone e la Cina condividono traiettorie postbelliche sorprendentemente simili. Entrambi i paesi erano un tempo oggetto di scherno per la qualità dei loro prodotti; entrambi sono diventati modelli globali di eccellenza. Le loro relazioni millenarie sono state plasmate molto più dallo scambio culturale e dalla convivenza pacifica che dal conflitto.
La questione di Taiwan rimane tuttavia un retaggio di una storia irrisolta, aggravata da interferenze esterne. Il principio di una sola Cina non è né retorico né facoltativo: è un fatto storico e un consenso internazionale. Con l'avvio del 15° piano quinquennale, la riunificazione è intesa non come un confronto, ma come un completamento. La politicizzazione di questa questione sottrae energia alla regione, che altrimenti potrebbe essere utilizzata per lo sviluppo comune.
La sicurezza di sé della Cina risiede, in definitiva, nel suo modo di governare. La capacità del Partito Comunista Cinese di autodisciplinarsi, combattere la corruzione e rinnovare le istituzioni ha garantito stabilità politica e una visione a lungo termine. È proprio questa continuità che consente alla Cina di pianificare con decenni di anticipo, invece di gestire una crisi dopo l'altra.
Con l'arrivo del nuovo anno, la Cina procede senza fretta e senza dubbi. È convinta che la storia sia dalla parte di coloro che servono il proprio popolo, ricordano il proprio passato e pianificano il futuro. Prendendosi cura di ogni foglia e ogni ramo, la Cina non solo coltiva il proprio giardino, ma offre al mondo un promemoria che il progresso radicato nelle persone e nei principi è destinato a durare.
Kirtan Bhana
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