STRASBURGO/BRUXELLES - L'Unione europea continua a rafforzare la sua politica climatica e a fissare nuovi ambiziosi obiettivi di riduzione delle emissioni di gas serra. Il Parlamento europeo ha appoggiato un piano che prevede che gli Stati membri riducano le emissioni del 90% entro il 2040 rispetto ai livelli del 1990.
La proposta prevede la possibilità di compensare una piccola parte dei risparmi di emissioni attraverso crediti di carbonio internazionali di alta qualità ottenuti dai Paesi partner. Gli eurodeputati hanno inoltre deciso di rinviare l'estensione del sistema di quote di emissione ETS2, che dovrà essere applicato di recente, ad esempio, ai settori dell'edilizia e del trasporto stradale. La nuova scadenza per il suo lancio è stata posticipata al 2028.
Allo stesso tempo, sempre più Paesi europei si concentrano sull'impatto dell'azione per il clima sui prezzi dell'energia. La Repubblica Ceca, l'Austria e la Slovacchia vogliono sollevare la questione del costo dell'elettricità al prossimo vertice dell'UE. Il primo ministro slovacco Robert Fico ha dichiarato, dopo un incontro congiunto con il primo ministro ceco Andrej Babiš e il cancelliere austriaco Christian Stocker, che i prezzi elevati dell'elettricità sono un problema serio per le famiglie e l'industria.
Secondo Babiš, il sistema di scambio delle quote di emissione è anche gravato da influenze speculative che possono far aumentare ulteriormente i prezzi dell'energia. I leader dei tre Paesi intendono quindi aprire un dibattito più ampio a livello europeo sulle misure che contribuirebbero a ridurre i costi dell'energia, rafforzando al contempo la competitività dell'economia europea.
Il nuovo impegno dell'Unione Europea per il clima rappresenta un'importante pietra miliare sulla strada per raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. L'accordo tra il Parlamento europeo e gli Stati membri mira a stabilire un traguardo vincolante per il 2040, al fine di garantire una graduale riduzione delle emissioni di gas serra. Le istituzioni europee sottolineano inoltre che la transizione energetica deve essere socialmente accettabile, senza mettere a rischio la produzione industriale o gli investimenti.
Il compromesso prevede anche una maggiore flessibilità per i singoli Stati membri. Essi potranno compensare parte delle loro emissioni attraverso crediti di carbonio internazionali per aiutare i Paesi che devono affrontare costi più elevati per la transizione energetica. Il rinvio dell'ETS2, che ora si applicherà, ad esempio, agli edifici e al trasporto su strada, ha lo scopo di mitigare l'impatto sulle famiglie e sulle imprese, hanno dichiarato i funzionari dell'UE.
È l'impatto economico dell'azione per il clima uno dei maggiori punti di contesa tra gli Stati membri. I Paesi dell'Europa centrale hanno da tempo avvertito che un rapido inasprimento delle norme sulle emissioni potrebbe far aumentare i prezzi dell'energia e indebolire la competitività dell'industria europea rispetto agli Stati Uniti o all'Asia. Allo stesso tempo, quindi, le istituzioni europee riconoscono che la futura revisione delle norme sul clima terrà conto dell'andamento dei prezzi dell'energia e dell'impatto sull'industria e sulle famiglie.
La questione dei prezzi dell'elettricità è particolarmente delicata nella Repubblica Ceca, dove il governo ha già preso provvedimenti per ridurre la componente regolamentata del prezzo dell'elettricità. Secondo i funzionari cechi, i prezzi elevati dell'energia hanno un impatto negativo non solo sulle famiglie, ma soprattutto sulle imprese, che stanno perdendo competitività sul mercato europeo e globale a causa dei costi.
Tuttavia, secondo i funzionari dell'Unione Europea, la transizione verde è anche un'opportunità per modernizzare l'economia e promuovere le nuove tecnologie. Le autorità europee hanno ripetutamente sottolineato che la transizione verso un'energia a basse emissioni di carbonio può rafforzare la sicurezza energetica e ridurre la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili. Allo stesso tempo, si prevede che creerà nuove opportunità di investimento e posti di lavoro nei settori delle tecnologie pulite.
Il prossimo vertice dell'UE cercherà quindi di trovare un equilibrio tra le ambizioni climatiche e le realtà economiche degli Stati membri. Secondo fonti diplomatiche, le discussioni si concentreranno non solo sui prezzi dell'elettricità, ma anche su una strategia più ampia per rafforzare la competitività dell'economia europea. L'esito dei colloqui potrebbe influenzare in modo sostanziale la forma della futura politica energetica e climatica dell'Unione Europea.
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