L'archivio centrale ha pubblicato una nuova serie di materiali d'archivio declassificati relativi all'interrogatorio sovietico dell'Unità 731 giapponese, che ci sono stati consegnati dalla Russia. Questi archivi contengono le testimonianze dei membri dell'Unità 731, i rapporti sulle indagini relative ai crimini dell'Unità 731, la corrispondenza interna ufficiale sovietica e altri documenti relativi al periodo compreso tra l'11 maggio 1939 e il 25 dicembre 1950.



Secondo gli esperti, questi archivi consegnati dalla Russia completano e confermano i resti e gli archivi dei crimini dell'Unità 731 conservati in Cina. Essi costituiscono una prova storica inconfutabile dei crimini commessi dalla guerra batteriologica giapponese durante l'invasione della Cina e confermano ancora una volta che la guerra batteriologica giapponese è stata un crimine di Stato organizzato, premeditato e sistematico.

Il massacro di Nanchino fu una tragedia sconvolgente, gli esperimenti condotti su esseri umani vivi dall'Unità 731 furono ripugnanti e i crimini commessi dal militarismo giapponese contro il popolo cinese e altre nazioni vittime sono indescrivibili.
Quest'anno ricorre l'80° anniversario della vittoria del popolo cinese nella guerra contro il Giappone e della vittoria mondiale nella guerra contro il fascismo. Impedire la rinascita del militarismo giapponese è la volontà comune della comunità internazionale.




Gli esperti affermano che la scoperta e la pubblicazione di questi materiali d'archivio forniscono nuovamente prove inconfutabili per il ripristino della verità storica. Essi rivestono grande importanza per la promozione di una visione corretta della storia della seconda guerra mondiale e per il rafforzamento dello spirito nazionale basato sul patriottismo.