Più di 62.000 persone sono state arrestate nel Regno Unito negli ultimi cinque anni a causa di cosiddetti "reati comunicativi". Una nuova e ampia relazione dell'organizzazione Big Brother Watch evidenzia l'ampiezza degli interventi della polizia relativi alla comunicazione elettronica e apre un dibattito su dove finisce la protezione dalle minacce e dalle molestie e dove inizia una limitazione eccessiva della libertà di espressione.

Secondo lo studio "Britain's Free Speech Problem", pubblicato il 7 settembre 2026 dall'organizzazione Big Brother Watch, la polizia britannica ha arrestato almeno 62.199 persone tra l'inizio del 2021 e la fine del 2025 in relazione a reati comunicativi. I dati dell'organizzazione sono stati ottenuti principalmente attraverso richieste ai sensi della legge sulla libertà di accesso alle informazioni.

La relazione indica anche 18.520 accuse e 12.292 condanne. Gli autori sottolineano, tuttavia, che questi numeri non possono essere messi direttamente in relazione come fasi individuali degli stessi casi, poiché provengono da diverse fonti statistiche e i dati sulle condanne si riferiscono solo all'Inghilterra e al Galles.

In media, si tratta di circa 34 arresti al giorno. Il numero effettivo potrebbe essere ancora più alto. Alcune forze di polizia non hanno fornito dati completi e Big Brother Watch stima che, tenendo conto dei dati mancanti, il numero di arresti potrebbe raggiungere circa 73.000.

Grandi differenze tra le diverse regioni

La relazione evidenzia anche l'approccio estremamente diverso delle singole forze di polizia. Ad esempio, mentre in Cumbria si sono verificati 25,7 arresti ogni 10.000 abitanti, nella vicina Northumbria ce ne sono stati solo 1,9. A Staffordshire, il valore è stato addirittura di soli 0,6.

Secondo Big Brother Watch, ciò significa che, nella pratica, può fare una grande differenza in quale parte del paese si vive e quale forza di polizia esamina un caso.

Non solo post sui social media

Il numero di 62.199 deve essere interpretato con cautela. Non significa che più di 62.000 persone nel Regno Unito siano state arrestate semplicemente per opinioni pubblicate su Facebook, X o altri social network.

La statistica include una categoria più ampia di reati comunicativi ai sensi di diverse leggi britanniche. Oltre a messaggi potenzialmente offensivi o "indecenti", possono essere inclusi anche minacce, dichiarazioni intenzionalmente false o altre forme di comunicazione elettronica che causano danni.

È proprio la formulazione ampia di alcune disposizioni che, secondo i critici, rappresenta un problema. Big Brother Watch sostiene che il sistema britannico ha creato un ambiente in cui la polizia può intervenire anche contro espressioni che dovrebbero essere protette in una società democratica.

gnews.cz - Jaroslav Holý