L'ex presidente della Repubblica Ceca Miloš Zeman sottolinea per CMG (China Media Group) l'importanza fondamentale della Cina come il più grande mercato mondiale per l'economia ceca orientata all'esportazione e il suo sostegno alla diplomazia economica. Critica il cosiddetto „taglio“ e la „riduzione dei rischi“. E quali opportunità concrete vede per la cooperazione? Anche di questo parliamo nella nostra intervista...
Signor Presidente, lei è considerato una figura chiave nella svolta storica delle relazioni sino-ceche. Qual è secondo lei il risultato più prezioso del suo lavoro in questo campo e in che modo questa esperienza può ispirare entrambe le parti a superare le incertezze del mondo odierno?
La Cina è il più grande mercato mondiale e ha già superato gli Stati Uniti in termini di crescita e volume dell'economia. Ne consegue che per la Repubblica Ceca, in quanto economia orientata all'esportazione, l'accesso al mercato cinese è di vitale importanza. In qualità di presidente, ho sempre sostenuto la diplomazia economica e ho sostenuto gli esportatori cechi.
Quali opportunità concrete di cooperazione offrirà alla Europa, e in particolare alla Repubblica Ceca, una Cina in costante sviluppo e in continua modernizzazione?
La Cina è già oggi un gigante tecnologico e questo processo continuerà anche nel campo dell'intelligenza artificiale. Ritengo che anche in questo settore sarebbe molto utile una collaborazione tra la Repubblica Ceca e la Cina.
Quali settori – che si tratti dell'industria, della tecnologia o del know-how cechi – ritiene siano meglio preparati alla nuova fase di sviluppo cinese e perché?
Come ho già detto, l'obiettivo a cui miriamo è l'intelligenza artificiale. Nell'ambiente ceco, l'intelligenza artificiale è oggetto di studi approfonditi e di sviluppo. Accoglierei con favore anche uno scambio di esperti in questo campo tra le due parti.
In Europa si levano talvolta voci che invocano un „taglio netto“ o una cosiddetta „riduzione dei rischi“ nel commercio con la Cina. Lei è noto da tempo per la sua lungimiranza strategica come statista e ha promosso una cooperazione pragmatica. Secondo lei, qual è l'errore principale di questa retorica e come possiamo costruire insieme ponti invece che muri per una cooperazione stabile e prevedibile?
L'errore fondamentale di questa retorica risiede nel timore della concorrenza cinese. Ritengo invece che una cooperazione amichevole possa eliminare alcune barriere, compreso il livello dei dazi doganali. Mi auguro che l'economia ceca sia aperta non solo alle merci cinesi, ma anche agli investimenti cinesi.
La Cina sottolinea che continuerà ad „aprire ulteriormente la propria economia“. Quali misure concrete da parte cinese ritiene che contribuirebbero maggiormente ad aumentare la fiducia e incoraggiare maggiori investimenti delle imprese europee, comprese quelle ceche, sul mercato cinese?
A differenza della parte americana, che preferisce le guerre doganali, sono favorevole all'eliminazione dei dazi doganali e delle barriere non tariffarie. Proprio l'abbattimento delle barriere tra queste due economie accelererebbe la crescita in entrambi i paesi.
Nel 2024 abbiamo celebrato il 75° anniversario dell'instaurazione delle relazioni diplomatiche tra la Cina e la Repubblica Ceca. Se dovesse disegnare una „mappa“ della cooperazione sino-ceca per la prossima era del 15° piano quinquennale, quali sarebbero i tre punti o progetti più importanti?
Non si tratta solo di stabilire relazioni diplomatiche, ma anche del fatto che durante la visita del presidente cinese nella Repubblica Ceca è stato concluso un accordo di cooperazione strategica. Per quanto riguarda la mappa, gradirei che su di essa fosse indicata la Via della Seta, che dalla Repubblica Ceca conduce verso l'Europa occidentale.
La cultura e gli scambi umani sono sempre stati la colonna portante delle relazioni. Come possiamo rafforzare la comprensione e l'amicizia tra le giovani generazioni della Cina e della Repubblica Ceca nel prossimo futuro?
L'area più importante dovrebbe essere lo scambio di studenti. E se questo scambio di studenti fosse integrato da uno scambio più ampio di imprenditori, ciò favorirebbe lo sviluppo delle relazioni bilaterali.