{"id":43613,"date":"2026-04-07T18:00:00","date_gmt":"2026-04-07T16:00:00","guid":{"rendered":"https:\/\/gnews.cz\/?p=43613"},"modified":"2026-04-07T13:45:00","modified_gmt":"2026-04-07T11:45:00","slug":"pakistan-se-stava-prostrednikem-v-konfliktu-mezi-usa-izraelem-a-iranem","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/gnews.cz\/it\/neprehlednete\/pakistan-se-stava-prostrednikem-v-konfliktu-mezi-usa-izraelem-a-iranem\/","title":{"rendered":"Il Pakistan diventa mediatore nel conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran"},"content":{"rendered":"<p><strong>Il lancio del Sino-South Africa Press Club a Pretoria, il 2 aprile, non poteva avvenire in un momento pi\u00f9 opportuno. L'evento \u00e8 iniziato con una forte nota diplomatica, quando l'ambasciatore cinese in Sudafrica Wu Peng ha presentato l'Iniziativa di pace in cinque punti Cina-Pakistan. Per i giornalisti e gli operatori dei media presenti, non si \u00e8 trattato solo di un briefing, ma anche di un momento di confronto con la realt\u00e0 sullo sfondo del lungo e instabile conflitto tra Israele, Iran e Stati Uniti, che ha ripetutamente inasprito e ridisegnato le tensioni globali. In questo contesto di escalation, l'iniziativa ha presentato un quadro politico e ha segnalato l'emergere di una leadership diplomatica alternativa in un momento in cui i meccanismi tradizionali stanno fallendo.<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Iniziativa congiunta in cinque punti promossa dal ministro degli Esteri cinese <strong>Wang Yi <\/strong>e il vice primo ministro e ministro degli Esteri del Pakistan <strong>Ishaq Dar<\/strong>, a prima vista, sembra un intervento diplomatico equilibrato volto a riportare l'escalation della crisi nel quadro del diritto internazionale, del multilateralismo e della moderazione. Sotto questo linguaggio accurato, tuttavia, si cela un chiaro avvertimento: la regione del Golfo e il Medio Oriente in generale sono ancora una volta sull'orlo di una destabilizzazione sistemica, causata pi\u00f9 da errori politici, rigidit\u00e0 ideologiche e alleanze divise che dall'inevitabilit\u00e0.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Una regione sull'orlo del baratro<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L'escalation tra Israele, Iran e il coinvolgimento degli Stati Uniti riflette una crisi strutturale pi\u00f9 profonda della governance globale. L'enfasi dell'iniziativa sulla \u201ecessazione immediata delle ostilit\u00e0\u201c e sull'adesione ai principi delle Nazioni Unite \u00e8 una critica implicita a un ordine mondiale che \u00e8 sempre meno in grado di frenare le azioni militari unilaterali.<\/p>\n\n\n\n<p>L'attacco all'Iran \u00e8 immotivato e illegale e costituisce un pericoloso precedente che viola le norme di sovranit\u00e0 in vigore dalla fine della Seconda guerra mondiale. La normalizzazione degli attacchi preventivi o ideologicamente giustificati minaccia di trasformare la regione in un campo di battaglia permanente, dove la deterrenza lascia il posto all'escalation.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Il ruolo inaspettato del Pakistan<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In questo contesto, il Pakistan si profila come un mediatore con una posizione unica. La sua vicinanza geografica all'Iran, i suoi forti legami con gli Stati del Golfo e le sue relazioni di lunga data, seppur complesse, con gli Stati Uniti gli conferiscono una straordinaria portata diplomatica. Insieme alla partnership strategica con la Cina, in particolare nell'ambito della Belt and Road Initiative, il Pakistan si colloca tra blocchi geopolitici in competizione tra loro.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, questa posizione \u00e8 un'arma a doppio taglio. La credibilit\u00e0 del Pakistan come mediatore dipende dalla sua capacit\u00e0 di superare la percezione di parzialit\u00e0, soprattutto in considerazione della sua storica cooperazione in materia di sicurezza con Washington e della sua dipendenza economica da Pechino. L'iniziativa in cinque punti suggerisce uno sforzo per forgiare una nuova identit\u00e0 diplomatica basata sulla mediazione, non sulla partigianeria.<\/p>\n\n\n\n<p>Allo stesso tempo, questa situazione rappresenta una rara opportunit\u00e0 per il Pakistan di aggiustare la propria traiettoria interna. Un ruolo attivo sulla scena internazionale pu\u00f2 aumentare la fiducia degli investitori, promuovere il commercio regionale e accelerare lo sviluppo delle infrastrutture. Dal punto di vista politico, consente a Islamabad di presentare stabilit\u00e0 e di rafforzare la legittimit\u00e0 delle istituzioni. Se si coglie questa opportunit\u00e0, il Pakistan pu\u00f2 passare da uno Stato reattivo a un attore attivo negli affari globali.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La disintegrazione dell'unit\u00e0 araba<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Anche il cambiamento di atteggiamento degli Stati del Golfo \u00e8 significativo. La posizione relativamente unitaria di un tempo, soprattutto in relazione alla questione palestinese, si sta sgretolando. Gli accordi di normalizzazione con Israele, la cooperazione in materia di sicurezza e le strategie economiche mostrano un allontanamento pragmatico ma controverso dalla solidariet\u00e0 ideologica.<\/p>\n\n\n\n<p>Questa frammentazione indebolisce la capacit\u00e0 di de-escalation collettiva e apre spazio all'influenza di potenze esterne. Allo stesso tempo, minaccia di legittimare un ordine di sicurezza che privilegia la stabilit\u00e0 del regime rispetto alla giustizia regionale.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>La strategia di Israele e le sue conseguenze<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L'attuale strategia di Israele comporta conseguenze significative e potenzialmente controproducenti. Una politica basata sull'azione militare preventiva e su una nozione di sicurezza rigida approfondisce il ciclo del confronto anzich\u00e9 risolverlo. Ci\u00f2 che viene presentato come una necessit\u00e0 pu\u00f2 diventare un eccesso strategico che indebolisce la legittimit\u00e0 internazionale e aumenta l'isolamento.<\/p>\n\n\n\n<p>Problematiche sono anche le narrazioni che giustificano la destabilizzazione della regione con l'insicurezza esistenziale di Israele. Un approccio di questo tipo non \u00e8 solo illogico, ma anche pericolosamente escalation. Un ordine regionale stabile non pu\u00f2 essere costruito sul principio dell'insicurezza condivisa, ma piuttosto sul riconoscimento reciproco e sull'equilibrio.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Una corsa al ribasso?<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Gli appelli dell'iniziativa al dialogo, alla protezione delle infrastrutture civili e alla sicurezza delle rotte marittime, in particolare nello Stretto di Hormuz, dimostrano l'importanza globale del conflitto. L'interruzione di questo corridoio potrebbe causare sconvolgimenti economici ben oltre i confini della regione.<\/p>\n\n\n\n<p>Tuttavia, resta da chiedersi se queste proposte siano sufficienti a impedire un ulteriore peggioramento della situazione.<\/p>\n\n\n\n<p>Il successo della diplomazia richiede in particolare la volont\u00e0 politica:<\/p>\n\n\n\n<p>- ripensare la politica statunitense allontanandola dal sostegno all'azione unilaterale<br>- Ripristinare il ruolo collettivo degli Stati arabi<br>- La volont\u00e0 di Israele di ripensare la propria strategia a favore di una coesistenza a lungo termine<br>- e il riconoscimento che la sicurezza non pu\u00f2 essere garantita da un confronto prolungato<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Tra disperazione e possibilit\u00e0<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L'iniziativa Cina-Pakistan non \u00e8 una soluzione in s\u00e9, ma un quadro di partenza. La sua importanza risiede soprattutto nel fatto che mostra l'emergere di nuove voci diplomatiche in un mondo non pi\u00f9 dominato da un'unica potenza egemone.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli sviluppi futuri dipenderanno dalle decisioni che verranno prese nelle prossime settimane. Atteggiamenti radicati e certezze ideologiche rischiano di prevalere sul pensiero razionale e di portare a una pi\u00f9 profonda frammentazione della regione.<\/p>\n\n\n\n<p>Ma c'\u00e8 ancora un sentiero stretto in cui il multilateralismo non \u00e8 solo dichiarato ma effettivamente praticato, in cui la diplomazia sostituisce la militarizzazione e in cui le lezioni storiche sono prese sul serio.<\/p>\n\n\n\n<p>L'alternativa non \u00e8 solo il proseguimento del conflitto, ma la normalizzazione del caos.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Kirtan Bhana<\/strong> a <strong>Anisha Pemjee<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong><a href=\"https:\/\/www.thediplomaticsociety.co.za\/5586-pakistan-emerges-as-a-mediator-in-the-us-israel-iran-conflict\" title=\"\">La societ\u00e0 diplomatica<\/a>\/gnews.cz - GH<\/strong><\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il lancio del Sino-South Africa Press Club a Pretoria il 2 aprile non poteva avvenire in un momento pi\u00f9 opportuno. 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