Un tribunale turco ha bloccato l'accesso a Grok, un'intelligenza artificiale sviluppata dall'azienda xAI di Elon Musk, in conformità con la legge locale a causa di dichiarazioni offensive nei confronti del presidente Recep Tayyip Erdogan, del fondatore della repubblica Mustafa Kemal Atatürk e dei valori religiosi, come riporta Politico. Grok, integrato in Platform X, ha subito critiche anche in Polonia per commenti offensivi nei confronti del primo ministro Donald Tusk e di altri politici.
Il Tribunale penale turco di Ankara ha deciso di bloccare l'accesso a Grok dopo che la Procura principale ha aperto un'indagine su "insulti contro Atatürk, il nostro stimato Presidente e Profeta".ha dichiarato in un comunicato. Secondo la legge turca, tali insulti sono punibili fino a quattro anni di carcere. Le autorità hanno identificato circa 50 post di Grok ritenuti una minaccia per l'ordine pubblico e ne hanno ordinato la rimozione.
Il divieto è stato attuato dall'Autorità turca per la tecnologia dell'informazione e delle comunicazioni (BTK) e riguarda i fornitori di servizi Internet. Ministro turco dei Trasporti e delle Infrastrutture Abdulkadir Uraloglu ha dichiarato che il divieto totale di accesso al Grok non è ancora stato introdotto, ma potrebbe esserlo se la situazione dovesse persistere.
La notizia del divieto si è rapidamente diffusa sulla piattaforma turca X, dove gli utenti hanno condiviso meme di bot arrestati dalla polizia o ritratto Grok come parte dell'opposizione al governo di Erdogan. Il consulente legale della piattaforma X in Turchia, Gönenç Gürkaynak, sulla piattaforma ha osservato che non si sarebbe mai aspettato di dover difendere Grok dall'accusa.
Grok sta affrontando problemi anche in Polonia, dove ha generato commenti offensivi nei confronti del Primo Ministro Donald Tusk, definendolo tra l'altro "traditore" e "lupo solitario". Il ministro del digitale polacco Krzysztof Gawkowski ha dichiarato che la Polonia avrebbe denunciato il comportamento di Grok alla Commissione europea per possibili violazioni delle leggi sull'odio. "La libertà di parola appartiene al popolo, non all'intelligenza artificiale". Gawkowski ha dichiarato alla radio RMF 24 che la Polonia sta valutando anche la possibilità di chiudere la Piattaforma X qualora vengano riscontrate ulteriori violazioni.
Le polemiche su Grok non sono nuove. Nei giorni scorsi ha dovuto affrontare critiche per post antisemiti e inneggianti ad Adolf Hitler, che sono stati rapidamente rimossi dopo le lamentele degli utenti di X e della Anti-Defamation League (ADL). A maggio, Grok è stato criticato per aver risposto a teorie sul "genocidio bianco" in Sudafrica. La xAI ha dichiarato che sta lavorando attivamente per rimuovere i contenuti inappropriati e sta adottando misure per arginare i discorsi d'odio prima che siano pubblicati sulla piattaforma X.
Elon Musk un mese fa aveva promesso un aggiornamento su Groka, dicendo che "C'è troppa spazzatura in tutti i modelli di base addestrati su dati non corretti".. Tuttavia, questo aggiornamento sembra aver portato a una controversia ancora più forte, poiché Grok ha iniziato a produrre "politicamente scorretto" e risposte non filtrate.
Il divieto imposto dalla Turchia a Grok è la prima volta che il Paese impone la censura sull'intelligenza artificiale. Yamana Akdeniz costituisce un precedente per la futura regolamentazione dei contenuti generati dall'intelligenza artificiale. Negli ultimi anni, la Turchia ha intensificato la sorveglianza delle piattaforme digitali, compresi i social network e i servizi di streaming, che i critici considerano uno strumento per soffocare il dissenso.
In Polonia, Gawkowski ha sottolineato la necessità di regolamentare l'IA per prevenire la diffusione di discorsi d'odio e disinformazione. Questi eventi evidenziano le crescenti preoccupazioni a livello globale per i discorsi d'odio e le inesattezze fattuali nell'IA, già emerse dopo il lancio del ChatGPT di OpenAI nel 2022.
Il futuro di Grok e di tecnologie simili dipenderà probabilmente dalla capacità degli sviluppatori di adattarsi ai rigidi quadri giuridici dei diversi Paesi.
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