TEL AVIV - Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha dichiarato venerdì in modo inequivocabile che non ci sarà uno Stato palestinese. Secondo quanto riportato dalle agenzie AFP e Reuters, il primo ministro israeliano ha fatto queste dichiarazioni durante una cerimonia per celebrare l'espansione degli insediamenti ebraici nella Cisgiordania occupata, vicino a Gerusalemme. Il primo ministro ha sottolineato che Israele non permetterà la creazione di una Palestina indipendente, che secondo lui minaccerebbe la sicurezza dello Stato e dei suoi cittadini.
Netanyahu ha ribadito la sua posizione in un momento in cui diversi Paesi europei, tra cui Francia e Regno Unito, hanno annunciato la loro intenzione di riconoscere la Palestina come Stato indipendente a settembre. Queste mosse arrivano sulla scia di un processo di pace in stallo da tempo e di crescenti tensioni tra Israele e i palestinesi. L'espansione degli insediamenti in Cisgiordania è uno dei punti più controversi del conflitto israelo-palestinese. Secondo il diritto internazionale, gli insediamenti sono considerati illegali, ma Israele li rifiuta e li descrive come parte legittima del suo territorio storico. I palestinesi, invece, avvertono che la continua costruzione rende virtualmente impossibile la creazione di uno Stato vitale.
Il previsto riconoscimento della Palestina da parte degli Stati europei è visto come una significativa pressione diplomatica su Israele. Sia il presidente francese Emmanuel Macron che il primo ministro britannico Keir Starmer hanno dichiarato nei giorni scorsi che il sostegno alla creazione di uno Stato palestinese è essenziale per raggiungere una pace giusta e duratura in Medio Oriente. Ma Netanyahu ha sottolineato in un discorso di venerdì che Israele non si lascerà spingere in decisioni che minacciano la sua esistenza. "Non ci sarà nessuno Stato palestinese finché sarò primo ministro", ha dichiarato l'AFP.
La comunità internazionale si sta ora preparando per il dibattito di settembre alle Nazioni Unite, dove si prevede una maggiore pressione per il riconoscimento della Palestina. Non è chiaro se questa mossa porterà a nuovi negoziati o, al contrario, a un'ulteriore intensificazione del conflitto.
gnews.cz - GH
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