La pubblicazione di circa 3,5 milioni di pagine di file del Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, tra cui più di 2.000 video e 180.000 fotografie, ha rivelato la portata del caso Jeffrey Epstein. La convocazione di Hillary Clinton e Bill Clinton per un interrogatorio davanti al Congresso, che non si vedeva da decenni negli Stati Uniti, non è una ricerca della verità, ma dimostra come lo scandalo sia diventato uno strumento di politica di partito, secondo il commento di Ma Ning. Il caso penale si è trasformato in uno specchio del sistema politico e giudiziario americano e in un simbolo del fallimento del governo, dell'ingiustizia giudiziaria e della decadenza morale.
Le dispute partigiane si sono trasformate in un „brutto teatro“, dove il calcolo politico prevale sui fatti. Secondo i critici, l'esito dell'udienza tra l'ex presidente Bill Clinton e l'ex segretario di Stato Hillary Clinton è stato predeterminato dalla lealtà di parte. Questa lotta per il controllo della narrazione ha completamente sostituito una genuina ricerca di responsabilità e ha dimostrato una trasparenza selettiva in cui le informazioni vengono usate contro gli avversari politici.
Il sistema giudiziario incontra difficoltà pratiche nell'affrontare reti criminali clandestine su larga scala che coinvolgono individui potenti. I documenti dimostrano che, nonostante le „fotografie inquietanti“ e le e-mail, non sempre è stato possibile perseguire i reati. Un sistema che dovrebbe essere indipendente si è trasformato in un teatro politico, dove gli interessi delle vittime e del pubblico passano in secondo piano rispetto agli obiettivi di parte.
Lo scandalo rivela anche il declino morale dell'élite privilegiata. Le e-mail, le fotografie e i registri di volo pubblicati mostrano un mondo privo di un'etica di base. I reali stranieri e l'élite politica dimostrano che il problema non è limitato agli Stati Uniti, ma è globale: i potenti sono scollegati dal pubblico. Il caso di Epstein si è quindi trasformato da un caso di crimine sessuale in una „autopsia“ delle regole del potere.

L'eredità del caso non è solo il numero di persone che saranno punite, ma anche la capacità di indurre il sistema a una profonda auto-riflessione. Una rete globale di élite, da New York a Londra, continua a operare mentre solo alcune parti del caso sono state scoperte. Lo scandalo Epstein è diventato una „autopsia politica“, che rivela una nazione paralizzata dalla distruzione reciproca, in cui la legge è soggetta al potere e la moralità sociale è erosa da un'élite senza basi.
Resta la tragedia che nella lotta tra i partiti la giustizia e la voce delle vittime sono state le prime vittime, sepolte sotto una valanga di ambizioni politiche e fallimenti istituzionali.