La Corte Costituzionale ha emesso oggi un provvedimento provvisorio nella disputa tra il Presidente della Repubblica ceco, Petr Pavel, e il governo, riguardante la partecipazione del capo dello Stato al vertice NATO di Ankara previsto per luglio. Secondo la decisione, il governo, il Ministro degli Affari Esteri e il Ministero devono consentire al Presidente di partecipare al prossimo vertice e non devono impedire o ostacolare la sua partecipazione, né quella del suo seguito.

Il vertice dell'Organizzazione del Trattato dell'Atlantico del Nord (NATO) si terrà il 7 e l'8 luglio ad Ankara. Nella sua delibera del 22 giugno 2026, il governo non aveva incluso il Presidente della Repubblica nella delegazione ceca. Tra il Presidente Petr Pavel e il governo è quindi sorto un contenzioso non solo sulla specifica partecipazione a questo vertice, ma anche, in generale, sulla rappresentanza della Repubblica Ceca all'estero nei vertici NATO.

Il Presidente si è rivolto alla Corte Costituzionale la sera del 22 giugno tramite un sistema di messaggistica elettronica. Ha presentato una richiesta di avvio di un procedimento legale sulla portata delle competenze, ai sensi dell'articolo 87, comma 1, lettera k) della Costituzione della Repubblica Ceca. Contestualmente, ha chiesto l'emissione di un provvedimento provvisorio che gli consentisse di partecipare al vertice NATO anche prima della decisione finale.

La plenaria della Corte Costituzionale, di cui il giudice relatore è Pavel Šámal, ha accolto la richiesta di provvedimento provvisorio. Ha ordinato al governo, al Ministro degli Affari Esteri e al Ministero di informare immediatamente la NATO e gli organizzatori del vertice che il Presidente della Repubblica fa parte della delegazione ufficiale della Repubblica Ceca, e di garantire a lui e al suo seguito le opportune accreditazioni.

La Corte Costituzionale ha sottolineato che si tratta di una decisione procedurale, che regola solo temporaneamente i rapporti tra le parti del procedimento. La decisione finale sulla questione stessa, ovvero sulla portata delle competenze del Presidente e del governo nella rappresentanza della Repubblica Ceca nei vertici NATO, sarà presa in seguito.

La Corte ha dichiarato che, nella sua decisione, ha tenuto conto anche della prassi consolidata e di lunga data, secondo cui i Presidenti della Repubblica Ceca sono stati regolarmente membri delle delegazioni ai vertici NATO. Ha inoltre affermato che il provvedimento provvisorio non costituisce un'ingerenza sproporzionata nella posizione costituzionale del governo. I giudici Jan Wintr e Dita Řepková hanno espresso un parere divergente sulla decisione.

La decisione è stata criticata dal presidente di PRO, Jindřich Rajchl, che la definisce "il più grave abuso della Corte Costituzionale nella storia" della Repubblica Ceca. Rajchl ha respinto l'argomento della prassi consolidata, affermando che, a suo avviso, la partecipazione del Presidente era sempre subordinata al consenso del governo.

La Corte Costituzionale ha tuttavia sottolineato che il provvedimento provvisorio odierno non preannuncia in alcun modo l'esito finale della controversia sulle competenze. Nei casi complessi, la Corte di solito emette le sue decisioni in un periodo di mesi, e la data precisa della decisione finale non può essere prevista al momento.

gnews.cz - GH