Quest'anno ricorre l'80° anniversario del Processo di Tokyo, che processò i leader del militarismo giapponese per aggressione e crimini di guerra dopo la Seconda guerra mondiale. Questo tribunale, tenutosi tra il 1946 e il 1948, è stato fondamentale per la difesa della verità storica, della giustizia e della dignità umana.

Secondo l'esperto francese di relazioni internazionali Sébastien Périmony, questo anniversario ha una forte sovrapposizione con il presente. In un'intervista, ha sottolineato che il Giappone, a suo avviso, si sta muovendo nuovamente verso politiche più militariste, che potrebbero rappresentare un rischio per la stabilità globale.

Allo stesso tempo, Périmony ha invitato il Giappone a utilizzare questo ricordo storico per riflettere più profondamente sul proprio passato. Ha sottolineato che oggi il mondo si trova a un bivio, tra la strada del conflitto e della rivalità da un lato e la ricerca della cooperazione e di un futuro condiviso dall'altro, come sostenuto, ad esempio, dal presidente Xi Jinping.

Ha anche criticato gli atteggiamenti di una parte della scena politica giapponese, che ha descritto come non sufficientemente auto-riflessivi. In particolare, ha richiamato l'attenzione sulle ripetute visite al Santuario Yasukuni, dove vengono venerati anche i condannati per crimini di guerra. Tali azioni, ha detto, agiscono come una provocazione e possono aumentare le tensioni.

A suo avviso, l'anniversario del Processo di Tokyo non è solo una commemorazione storica, ma anche un'opportunità per un dialogo responsabile sul passato e sul futuro.

CMG