Sull'ampio prato dell'Union Buildings di Pretoria, sotto il limpido cielo invernale dell'Highveld, si è svolta con eleganza e simbolismo l'annuale Giornata internazionale dello yoga. La celebrazione di quest'anno, ospitata dall'Alta Commissione indiana, è andata oltre le pose e gli esercizi di respirazione ed è risuonata con un messaggio più profondo di equilibrio, unità e riconnessione in un mondo sempre più diviso dalla dissonanza digitale.
La Giornata internazionale dello yoga, celebrata ogni anno il 21 giugno, coincide con il solstizio d'estate nell'emisfero settentrionale e con il solstizio d'inverno nell'emisfero meridionale, un momento celeste venerato in molte culture antiche per il suo potere spirituale. L'associazione con la prima Giornata internazionale delle Nazioni Unite per il dialogo tra le civiltà, celebrata il 10 giugno, rafforza l'idea che la comprensione, la pace e l'introspezione sono più importanti che mai nel nostro mondo in rapido cambiamento e diviso.
Yoga, che deriva dalla radice sanscrita "yuj", significa "unire" o "unire".
È un'antica pratica indiana che risale a migliaia di anni fa, nata non solo come disciplina fisica ma anche come profonda filosofia spirituale. Con l'obiettivo di armonizzare corpo, mente e spirito, lo yoga è stato codificato per la prima volta dal saggio Patanjali negli Yoga Sutra, che hanno delineato un ottuplice percorso di padronanza di sé e di illuminazione.
Lo yoga era e rimane più di una semplice forma di esercizio fisico, è un approccio olistico alla vita. Dalle vivaci città dell'India antica ai silenziosi ashram dell'Himalaya, i praticanti hanno visto lo yoga come un viaggio verso l'interno, uno strumento per trascendere il rumore del mondo materiale e raggiungere la pace interiore.
Oggi questa eco è ancora più forte. In un'epoca caratterizzata dalla connettività ad alta velocità, dalla saturazione dei social media e da un'inondazione di informazioni, la società mostra segni di profonda stanchezza psicologica. Problemi di salute mentale, dipendenza digitale e disturbi legati allo stress sono diventati comuni. Siamo costantemente "connessi" ma sempre più disconnessi, da noi stessi, dalle nostre comunità e dai ritmi naturali della vita.
È in questo contesto che lo yoga è diventato molto popolare in tutto il mondo. Non più confinato negli studi o nei monasteri, lo yoga viene praticato nei parchi cittadini, nei consigli di amministrazione delle aziende, nelle scuole e persino nelle strutture carcerarie. L'atto stesso di fermarsi, respirare, allungarsi e concentrarsi si offre come un antidoto radicale al ritmo frenetico della vita moderna.
In Sudafrica, giugno viene celebrato come il Mese della Gioventù, per commemorare il coraggio dei giovani del 1976 e ispirare una nuova generazione a cercare il benessere, l'istruzione e la trasformazione. L'Alta Commissione indiana a Pretoria e i Consoli generali a Johannesburg, Città del Capo e Durban hanno girato il Paese per far conoscere lo yoga ai sudafricani e ispirarli a praticarlo. Dai giardini di Kirstenbosch a Maropeng, dal Drakensberg a Potchefstroom, le lezioni hanno davvero trasceso età, provenienza e abilità per affermare che lo yoga è per tutti.
L'evento agli Union Buildings è stato una vivace celebrazione di questo potenziale. Giovani, anziani, diplomatici e membri della comunità si sono riuniti non solo per sgranchirsi le gambe, ma anche per comprendere gli uni gli altri. È diventato un esempio vivente di dialogo tra civiltà: un'antica tradizione indiana che prospera in terra africana, promuovendo pace, salute e rispetto reciproco.
In sostanza, lo yoga è un dialogo, un dialogo dentro di sé e con il mondo. Ci insegna ad ascoltare: il nostro respiro, i nostri pensieri, gli spazi silenziosi che ci sono in mezzo. Così facendo, promuove le qualità di cui il mondo ha disperatamente bisogno: pazienza, empatia, consapevolezza e compassione.
In un momento di crescenti tensioni globali e di frammentazione delle società, iniziative come la Giornata internazionale dello yoga e la Giornata del dialogo tra le civiltà ci ricordano che la nostra comune umanità trascende i confini, le ideologie e le tecnologie. Ci riportano all'essenza: respirare, muoversi, essere presenti e connettersi profondamente con l'altro.
Nelle parole del primo ministro indiano Narendra Modi: "Lo yoga non è solo un esercizio fisico. È un modo per scoprire un senso di unità con se stessi, il mondo e la natura".
In un mondo che desidera la pace, lo yoga può essere il vero ponte: antico nelle sue radici, moderno nella sua attualità ed eterno nella sua saggezza.
TDS/società diplomatica/gnews.cz - GH
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