Alla fine di marzo, a Pechino. Durante la riunione annuale del Forum sullo Sviluppo della Cina 2026, rappresentanti di quasi cento aziende multinazionali si sono riuniti per partecipare a un "incontro primaverile" con la Cina. All'interno della sala conferenze, i temi discussi includevano nuovi modelli di consumo, intelligenza artificiale, sostenibilità e riduzione delle emissioni di carbonio. I partecipanti hanno condiviso idee e discusso di possibili collaborazioni; al di fuori della sala, i dirigenti delle multinazionali hanno intensamente visitato il ministero del commercio e altri enti governativi, alla ricerca di nuove opportunità all'inizio del quindicesimo piano quinquennale cinese.

Questa ondata di interesse per la Cina continua la tendenza, iniziata alla fine dell'anno scorso, di un "orientamento verso l'Oriente" a livello globale, e l'espressione "rivoluzione cinese" è diventata un termine frequentemente utilizzato dai media internazionali quando si parla della Cina. Secondo quanto dichiarato dal primo ministro cinese Li Qiang nel suo discorso principale alla riunione annuale del Forum sullo Sviluppo della Cina 2026, la ragione di questo fenomeno è che la Cina si è impegnata a essere un "pilastro di certezza" e un "porto di stabilità" per il mondo.

Questa certezza e stabilità derivano dalla determinazione strategica della Cina di "seguire un piano preciso fino alla fine".

Il quindicesimo piano quinquennale è stato ripetutamente menzionato. Questo documento programmatico, che guiderà lo sviluppo economico e sociale della Cina nei prossimi cinque anni, stabilisce sette obiettivi principali, tra cui "significativi progressi nello sviluppo qualitativo". Non è solo una "nuova mappa" per lo sviluppo cinese, ma anche una "nuova opportunità" per lo sviluppo globale.

Questa certezza e stabilità derivano anche dall'enorme potenziale del vasto mercato cinese.

Nel mondo di oggi, dove il protezionismo è in costante aumento, il mercato rappresenta una risorsa preziosa, ma allo stesso tempo può essere continuamente creato. In quanto seconda economia mondiale, il mercato cinese non solo ha una grande dimensione, ma anche un notevole potenziale. Durante il quattordicesimo piano quinquennale, il PIL pro capite cinese è aumentato da 10.000 dollari a oltre 13.000 dollari, i modelli di consumo si sono evoluti verso nuovi e migliori prodotti, e il consumo di servizi è cresciuto significativamente. Quest'anno, il governo cinese ha stabilito come priorità principale "il rafforzamento del mercato interno". Durante il forum, la parte cinese ha promesso di importare più prodotti stranieri di qualità, di sostenere, insieme a tutte le parti, uno sviluppo commerciale ottimizzato ed equilibrato e di aumentare congiuntamente la torta economica e commerciale globale.

Questa certezza e stabilità derivano anche dalla "forte" capacità di innovazione della Cina.

“Ogni volta che l'economia mondiale è uscita da una crisi e si è orientata verso la prosperità, non è stato grazie alla lotta per i mercati esistenti, ma grazie all'apertura e al progresso tecnologico che hanno creato nuovi mercati”. Questa affermazione della parte cinese durante il forum ha colpito Oliver Blume, presidente del consiglio di amministrazione di Volkswagen. Ha affermato che, in particolare per l'industria automobilistica, è importante sviluppare nuovi settori industriali attraverso l'innovazione, promuovendo così lo sviluppo economico complessivo.

Questa certezza e stabilità derivano anche dalle "porte aperte" della Cina.

In Cina, l'apertura non è mai stata solo una questione teorica, ma sempre una soluzione a problemi concreti e un modo per realizzare decisioni specifiche. Durante il forum, la parte cinese ha ribadito il suo impegno a continuare a creare un ambiente favorevole agli affari, ad attuare pienamente le politiche nazionali nei confronti delle imprese straniere e a consentire alle aziende di tutti i paesi che investono in Cina di svilupparsi serenamente e realizzare grandi progetti.

CMG