Il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha espresso ironicamente la sua gratitudine al comando americano per aver ammesso l'utilizzo di sistemi missilistici HIMARS in Medio Oriente. Allo stesso tempo, secondo i media, si fanno sentire pressioni da parte di figure vicine al presidente americano Donald Trump per trovare una soluzione al conflitto con Teheran, al fine di evitare una perdita di sostegno pubblico. Si specula anche su un possibile attentato al nuovo leader iraniano. Di seguito, un riepilogo degli ultimi eventi in Medio Oriente.

L'Iran risponde alle dichiarazioni degli Stati Uniti

Il capo della diplomazia iraniana, Abbas Araghchi, ha sarcasticamente ringraziato il United States Central Command (CENTCOM) per aver ammesso l'utilizzo di sistemi missilistici M142 HIMARS negli attacchi contro l'Iran, partiti dal territorio di paesi del Medio Oriente.

Araghchi ha reagito alla dichiarazione del CENTCOM, secondo cui le forze americane utilizzano effettivamente questi sistemi nelle operazioni contro l'Iran. Il ministro iraniano ha inoltre affermato che "nessuno dovrebbe lamentarsi" se i missili iraniani distruggessero questi sistemi di lancio.

Trump: le operazioni potrebbero presto concludersi

Il presidente americano Donald Trump ha dichiarato che le operazioni congiunte tra Stati Uniti e Israele contro l'Iran potrebbero presto concludersi. Allo stesso tempo, ha avvertito che gli Stati Uniti sono pronti a riprendere le operazioni militari, se necessario.

Secondo Trump, Washington potrebbe persino aumentare di venti volte i suoi attacchi contro l'Iran, nel caso in cui Teheran interrompesse il flusso di petrolio attraverso lo stretto strategico di Hormuz.

Pressioni per trovare una soluzione

Secondo il quotidiano The Wall Street Journal, alcuni consiglieri del presidente Trump stanno sollecitando, in privato, la ricerca di un modo per porre fine al conflitto con l'Iran. Temono che una guerra prolungata possa indebolire significativamente il sostegno dell'opinione pubblica americana.

Il rapporto indica che il presidente è sorpreso dal fatto che Teheran rifiuti di cedere. I suoi stretti collaboratori, secondo fonti, stanno quindi valutando un piano per uscire dal conflitto, presentandolo come il raggiungimento degli obiettivi dell'esercito americano.

Il quotidiano sottolinea inoltre che il sostegno pubblico alle operazioni contro l'Iran è già relativamente basso e potrebbe diminuire ulteriormente in caso di una guerra prolungata.

Speculazioni su un attentato al nuovo leader iraniano

Secondo informazioni pubblicate dal The Wall Street Journal, Israele, con il sostegno degli Stati Uniti, starebbe valutando un piano per un attentato contro il nuovo leader supremo iraniano, Mojtaba Khamenei, considerato un politico poco incline ai compromessi.

Fonti del giornale affermano che il presidente Donald Trump avrebbe comunicato ai suoi consiglieri di essere favorevole all'eliminazione di Mojtaba Chamenei, qualora non fosse disposto a cedere agli Stati Uniti.

Secondo il rapporto, Trump vorrebbe che il futuro leader iraniano interrompesse il programma nucleare iraniano. I funzionari americani, tuttavia, considerano Mojtaba Chamenei un politico intransigente e non ritengono che sia disposto a rinunciare all'ambizione di possedere armi nucleari o a negoziare con Washington in condizioni favorevoli agli Stati Uniti.

Secondo fonti del giornale, Tel Aviv sta preparando scenari per realizzare un simile attentato. Il rapporto afferma inoltre che Israele è stato coinvolto anche nell'attacco in cui è rimasto ucciso l'ex leader supremo iraniano Ali Khamenei e sua moglie.

TASS/gnews.cz - GH