La Repubblica Ceca si è trovata nuovamente sotto pressione a causa delle spese per la difesa. Il Segretario Generale della NATO, Mark Rutte, a Bruxelles, ha confermato che la Repubblica Ceca, la Slovenia e l'Albania non hanno rispettato, nel 2023, il limite del due percento del PIL destinato alla difesa, secondo la metodologia dell'alleanza. Allo stesso tempo, ha sottolineato che, a suo dire, il governo ceco "sta lavorando duramente" per poter raggiungere questo obiettivo già quest'anno. Questa dichiarazione è stata fatta in vista dell'incontro dei ministri della difesa dei paesi membri della NATO, che si è tenuto giovedì presso la sede dell'Alleanza a Bruxelles.
Le parole di Rutte arrivano in un momento in cui il limite del due percento sta diventando più un minimo che un obiettivo. La NATO, già dopo il vertice dell'anno scorso all'Aia, prevede che gli alleati si orienteranno verso una spesa totale del cinque percento del PIL entro il 2035. Di questi, il 3,5 percento dovrebbe essere destinato direttamente alla difesa e alle capacità militari, mentre un ulteriore 1,5 percento dovrebbe essere destinato a settori più ampi della sicurezza, come la protezione delle infrastrutture critiche, la sicurezza informatica, la preparazione civile o il rafforzamento dell'industria della difesa.
Il problema ceco è anche legato alla contabilità. Il Ministero della Difesa ha annunciato quest'anno che, nel bilancio per il 2026, le spese totali per la difesa, comprese le altre voci, sono state pianificate a 184,694 miliardi di corone, che, secondo le previsioni dell'epoca, corrispondevano a circa il 2,06 percento del PIL. Tuttavia, il dibattito si concentra su cosa possa effettivamente essere incluso nelle spese per la difesa secondo le regole della NATO. La Český rozhlas aveva già segnalato a maggio che i cosiddetti costi netti per la difesa potrebbero essere significativamente inferiori, circa l'1,74 percento del PIL.
Secondo Reuters, Rutte ha anche affermato che gli alleati europei hanno aumentato i loro contributi alle forze a disposizione della NATO in caso di crisi. Questa è stata una risposta anche alla decisione degli Stati Uniti di ridurre parte delle capacità americane destinate alle operazioni dell'alleanza. Nonostante ciò, Rutte ha sottolineato che gli Stati Uniti continueranno a rispettare i loro impegni, mentre Europa e Canada dovranno assumersi una maggiore parte della responsabilità.
Per la Repubblica Ceca, questo significa una situazione politicamente scomoda. Da un lato, il governo afferma di voler rispettare gli impegni dell'alleanza. Dall'altro, l'opposizione, il Presidente e parte della comunità della sicurezza sottolineano che ciò che conta non è un espediente contabile, ma i soldi reali destinati all'esercito, alle munizioni, alla difesa aerea, alla modernizzazione delle attrezzature e alla capacità di reagire rapidamente alle minacce.
Il messaggio di Rutte è quindi chiaro: non bastano le dichiarazioni, la NATO vuole un piano credibile. E la Repubblica Ceca dovrà convincere i suoi alleati a Bruxelles che il due percento non è solo un numero in una tabella, ma un reale cambiamento nella difesa dello Stato.
gnews.cz - GH
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