La Cina ha espresso con forza la sua protesta contro la "Legge sulla non discriminazione nei confronti di Taiwan", approvata dalla Camera dei Rappresentanti degli Stati Uniti. Secondo Pechino, si tratta di un'inguaribile ingerenza negli affari interni e di un pericoloso sostegno al separatismo.

La portavoce del Ministero degli Affari Esteri cinese, Mao Ning, ha definito questa iniziativa "ingiustificata e dannosa", ricordando che Taiwan non ha alcun diritto di aderire a organizzazioni destinate agli Stati sovrani, incluso il Fondo Monetario Internazionale.

“Esiste un'unica Cina e Taiwan è parte integrante di essa”, ha sottolineato Mao, aggiungendo che il governo della Repubblica Popolare Cinese è l'unico rappresentante legittimo dell'intera Cina.

Secondo Pechino, la legge, che sostiene l'adesione di Taiwan al FMI, viola il principio di una sola Cina e i tre comunicati congiunti sino-americani, che costituiscono la base delle relazioni tra i due paesi.

Mao ha esortato gli Stati Uniti a smettere di utilizzare la questione di Taiwan per interferire negli affari interni cinesi e a non dare false speranze alle forze separatiste.

“Se gli Stati Uniti continueranno a sostenere il separatismo sotto la maschera della cooperazione internazionale, saranno pienamente responsabili delle conseguenze”, ha avvertito la portavoce.

Le tensioni tra Pechino e Washington continuano a crescere, con Taiwan che rimane uno dei punti geopolitici più delicati del momento.

CMG