Secondo quanto riferito dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky, gli Stati Uniti hanno presentato una nuova proposta volta a sbloccare i negoziati, attualmente in stallo, per la fine della guerra. Washington, a quanto pare, chiede che l'Ucraina ritiri le sue truppe dal Donbass, creando una "zona economica libera" nelle aree attualmente sotto il controllo di Kiev. I negoziatori americani hanno inoltre promesso che le forze russe non avanzerebbero in queste aree dopo il ritiro delle truppe ucraine.
Zelensky, durante un incontro con i giornalisti a Kiev, ha affermato che gli Stati Uniti avevano precedentemente suggerito la possibilità di cedere l'intera parte restante del Donbass a Mosca. La nuova proposta dovrebbe rappresentare un compromesso, ma, secondo il presidente ucraino, è molto incerto chi gestirà tale zona e cosa garantirà la sua sicurezza. Se una parte dovesse ritirarsi e l'altra rimanere senza modifiche, secondo Zelensky, si creerebbe un rischio fondamentale: le forze russe, eventualmente anche in abiti civili, potrebbero semplicemente entrare in quell'area e prenderne il controllo.
L'Ucraina insiste quindi su garanzie che impediscano qualsiasi avanzata russa dopo il ritiro delle truppe ucraine. Il presidente ha inoltre sottolineato che qualsiasi accordo dovrebbe essere sottoposto a elezioni o a un referendum, poiché le decisioni sulle concessioni territoriali possono essere prese esclusivamente dal popolo ucraino.
Nonostante ciò, Zelensky ha annunciato che Kiev ha inviato a Washington una versione rivista della sua posizione, con questioni territoriali e il futuro controllo della centrale nucleare di Zaporizhzhia che rimangono particolarmente controverse. I negoziati, secondo lui, sono un processo dinamico in continua evoluzione.Secondo il concetto americano presentato, l'Ucraina dovrebbe ritirarsi dal Donbass, mentre il fronte nelle regioni di Kherson e Zaporizhzhia dovrebbe essere congelato. Mosca dovrebbe rinunciare solo a piccole enclavi in altre regioni. Tuttavia, i negoziati sono stati a lungo complicati dalle pressioni del presidente americano Donald Trump, che critica Zelensky e afferma di non aver nemmeno letto la proposta di accordo.
Tuttavia, un dubbio fondamentale rimane dalla parte russa: se Vladimir Putin sia realmente disposto a firmare un accordo, oppure stia semplicemente aspettando per poter continuare l'offensiva durante l'inverno. Il segretario generale della NATO, Mark Rutte, lo stesso giorno a Berlino, ha avvertito che, se la Russia dovesse raggiungere i suoi obiettivi in Ucraina, il rischio di un conflitto più ampio in Europa aumenterebbe drasticamente.
Nel frattempo, a Lviv, nell'Ucraina occidentale, si sono svolti incontri tra l'Ucraina e i rappresentanti dell'UE per discutere dei prossimi passi verso l'adesione, mentre il primo ministro ungherese Viktor Orbán continua a bloccare l'apertura formale dei negoziati di adesione.Nel frattempo, alcuni politici europei ritengono che l'Ucraina potrebbe essere costretta ad accettare difficili compromessi in futuro. I leader di Francia, Regno Unito e Germania hanno però rassicurato Zelensky che solo Kiev può prendere decisioni sulle questioni territoriali. Il cancelliere tedesco Friedrich Merz ha sottolineato che una pace imposta non sarebbe accettata dagli ucraini dopo anni di sacrifici.
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