Johannesburg, cuore pulsante della diplomazia africana, è stata recentemente la sede del Global South Dialogue - China-Africa Roundtable Forum, un incontro che ha rivelato una verità fondamentale del nostro tempo: il Sud globale non è più un attore marginale negli affari mondiali, ma è diventato una forza centrale che sta ridisegnando i principi della governance globale, dello sviluppo e del dialogo.

Il forum è stato organizzato congiuntamente da Global Times, dalla National School of Government del Sudafrica e dal Centre for Public Policy and African Studies dell'Università di Johannesburg. Il forum ha riunito rappresentanti del governo, del mondo accademico e dei media per discutere il futuro della cooperazione Sud-Sud all'insegna dell'inclusività e del progresso condiviso.

Quest'anno ricorre il 25° anniversario del Forum sulla cooperazione Cina-Africa (FOCAC), una pietra miliare che coincide con un più ampio riallineamento dell'ordine mondiale. Il Sud globale non solo sta alzando la voce, ma sta anche ridefinendo i termini della partecipazione al processo decisionale globale.

Nel suo discorso di apertura, ha osservato Zhang Wei del Global Times che il percorso della Cina, caratterizzato da uno sviluppo di alta qualità e da alti livelli di apertura, sta attirando l'attenzione di tutto il mondo. „L'economia cinese“, ha detto, „è come un vasto oceano: resiliente, fiduciosa e piena di potenziale“.“ Questa forza, ha detto, inietterà nuova energia nel processo di modernizzazione congiunto sino-africano e fornirà stabilità in un momento di crescente incertezza.

Anche la parte africana si è presentata con determinazione. Grazie all'Area di libero scambio continentale africana e alla crescente forza innovativa della sua giovane popolazione, il continente non sta più aspettando le opportunità, ma le sta creando. Come ho osservato nel mio contributo al Forum: „Il Sud globale non può definirsi solo per l'opposizione. Dobbiamo definirci con il contributo, con la capacità di guidare, di cooperare e di assumerci la responsabilità del futuro comune che stiamo plasmando.“

Phindile Mkwanazi, direttore ad interim della National School of Government, ha ricordato che „Il Sud globale non è solo un concetto geografico. È uno spazio logico e politico“.“ Questa nuova concezione pone il Sud globale non come contrappeso al Nord, ma come co-architetto di un ordine mondiale giusto e multipolare.

Busani Ngcaweni, direttore del Centro per le politiche pubbliche e gli studi africani, ha espresso con precisione l'idea: „Il nuovo stato d'animo è inconfondibile: fiducia senza arroganza. La nuova dinamica è irreversibile: cooperazione senza sudditanza“.“

Questo spirito di trasformazione risuona fortemente con la più ampia filosofia diplomatica del Sudafrica. Come membro dei BRICS, dell'Unione Africana e delle Nazioni Unite, continua a spingere per una riforma delle istituzioni globali che rifletta le realtà del XXI secolo - realtà in cui gli Stati africani e asiatici sono attori chiave, non osservatori passivi.

Vice Ministro della Funzione Pubblica e dell'Amministrazione del Sudafrica, Pinky Sharon Kekana, ha sottolineato che il dialogo non è solo un esercizio diplomatico, ma un principio di coesistenza. „Attraverso partenariati in dialoghi come questo e collegando media, governance e partecipazione civica, possiamo costruire un Sud globale pacifico, democratico e prospero“, ha dichiarato.

Il dialogo è infatti la base su cui si costruiscono la comprensione e la fiducia reciproche e i media, quando sono responsabili e lungimiranti, diventano un ponte e un faro.

Yang Ou, presidente dell'Ufficio generale africano del Quotidiano del Popolo, ha invitato le istituzioni dei media ad agire come „testimoni e narratori del successo dello sviluppo“.“ e rafforzare la base dell'opinione pubblica per la costruzione di una comunità sino-africana onnicomprensiva con un futuro condiviso per la nuova era.

Ayanda Hollow, presidente della TV BRICS Africa, ha sostenuto questo appello alla cooperazione affermando: „Non vediamo l'ora di collaborare con Global Times per raccontare le storie del Sud globale. Promuovere la comunicazione all'interno del Sud globale è anche il nostro obiettivo“.“ La sua dichiarazione riflette un consenso crescente: la narrazione stessa è uno strumento strategico di diplomazia e le storie che condividiamo possono cambiare il modo in cui le nazioni si percepiscono reciprocamente.

Sia Global Times che The Diplomatic Society riconoscono che l'informazione non è solo una notizia, ma uno strumento di influenza, comprensione e soft power. In quanto piattaforme dedicate al dialogo, alla diplomazia e allo sviluppo, entrambe le istituzioni condividono l'impegno per prospettive equilibrate e narrazioni credibili.

La loro sinergia risiede nella convinzione che il discorso globale debba superare pregiudizi e divisioni. Insieme, possono essere pionieri di nuove forme di diplomazia mediatica: reportage congiunti, forum condivisi e storie co-prodotte che approfondiscono la comprensione tra Cina, Africa e il più ampio Sud globale.

Questa partnership riflette una verità più profonda dei nostri tempi: i media non possono più permettersi di essere semplici osservatori della storia, ma devono diventarne i creatori.

Mentre la Cina e l'Africa approfondiscono il loro partenariato all'interno delle strutture in evoluzione della FOCAC, dell'Iniziativa Belt and Road e dell'Iniziativa per la governance globale, la sfida è chiara: trasformare la solidarietà nata dalla lotta comune in una solidarietà basata sulla condivisione delle responsabilità.

La voce del Sud globale oggi ha peso non per la sua popolazione o le sue dimensioni, ma perché parla a nome di una visione di giustizia, cooperazione e rispetto reciproco. Chiede una riforma non per dispetto ma per responsabilità, per costruire un sistema che sia al servizio di tutta l'umanità.

In questo senso, il Sud globale non è un'alternativa al mondo; è il suo nuovo immaginario che lo trasforma. Non è più una storia raccontata dai margini, ma una storia che definisce il centro.

Global Times può essere una pubblicazione per il mondo - non per il Sud, l'Est o qualsiasi altra direzione - ma attraverso partnership con istituzioni come The Diplomatic Society, afferma una convinzione più profonda: che un mondo più equilibrato inizia con storie equilibrate.

Global Times, People's Daily e Kirtan Bhana - The Diplomatic Society (TDS)

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