L'amministrazione del Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ripreso le consegne di alcune armi all'Ucraina, ribaltando una breve interruzione avviata dal Pentagono, ha riferito l'AP. Secondo due funzionari statunitensi senza nome, che hanno parlato a condizione di anonimato a causa della sensibilità delle informazioni, le forniture riprese includono proiettili d'artiglieria da 155 mm e missili a guida precisa GMLRS.

L'interruzione delle forniture, annunciata il 30 giugno 2025, comprendeva missili di difesa aerea, munizioni a guida di precisione e altre armi promesse a Kiev, scatenando confusione e critiche. La Reuters ha riferito che la sospensione è stata motivata dalle preoccupazioni per l'esaurimento delle scorte statunitensi, soprattutto dopo l'uso massiccio in Medio Oriente. La decisione, secondo quanto riferito dal Segretario alla Difesa Pete Hegseth e dal Vice Segretario Elbridge Colby, ha colto di sorpresa il Presidente Trump, che ha espresso esasperazione per la mancanza di coordinamento con la Casa Bianca.

Trump, che ha oscillato tra lo scetticismo nei confronti degli aiuti statunitensi all'Ucraina e gli appelli per una rapida fine del conflitto con la Russia, ha annunciato la ripresa delle forniture l'8 luglio 2025. "Manderemo loro le altre armi che abbiamo. Devono essere in grado di difendersi,", ha dichiarato, secondo quanto riportato da The Guardian. Dieci Patriot faranno parte degli aiuti, ha detto la fonte citata dal Guardian. La decisione è stata presa dopo l'attacco record di droni e missili della Russia contro l'Ucraina del 9 luglio, che ha sparato 728 droni, sottolineando l'urgente necessità di Kiev di rafforzare le proprie difese.

La BBC ha osservato che la decisione di Trump è stata accompagnata da dure critiche nei confronti del presidente russo. Vladimira Putinache ha accusato di ostacolare gli sforzi di pace. Questa posizione rappresenta un allontanamento dalla sua precedente retorica conciliante nei confronti di Mosca, in contrasto con il suo inequivocabile sostegno all'Ucraina sotto la presidenza di Joe Biden.

La Reuters ha citato un portavoce del Cremlino Dmitrije Peskovache ha descritto la ripresa delle forniture come un prolungamento del conflitto e ha affermato che sarà necessario del tempo per chiarire l'entità degli aiuti statunitensi.

L'agenzia di stampa russa TASS ha fatto eco all'opinione di Peskov, secondo cui le continue spedizioni di armi dall'Occidente, compresi gli Stati Uniti, complicano le prospettive di pace. La TASS ha anche sottolineato i continui successi militari della Russia e il controllo di quasi un quinto del territorio ucraino.

Secondo il Guardian, gli alleati europei hanno reagito all'inversione di rotta degli Stati Uniti con sospetto e alcuni si stanno preparando a possibili ulteriori riduzioni degli aiuti o addirittura al ritiro delle truppe statunitensi dall'Europa. Il presidente dell'Ucraina Volodymyr Zelenský tuttavia, ha accolto con favore la decisione e ha chiesto di intensificare gli sforzi diplomatici per assicurarsi il continuo sostegno degli Stati Uniti.

Questa improvvisa inversione di politica evidenzia l'approccio contraddittorio dell'amministrazione Trump nei confronti dell'Ucraina. Mentre la ripresa degli aiuti risponde alle esigenze immediate, gli analisti citati dal Guardian avvertono che gli sforzi di Trump per un rapido cessate il fuoco potrebbero essere in conflitto con le richieste di Kiev di forti garanzie di sicurezza.

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