CITTA' DEL VATICANO - Nel corso di un dibattito pubblico al Consiglio di Sicurezza dell'ONU a New York, il segretario vaticano per i rapporti con gli Stati e le organizzazioni internazionali ha sottolineato la "realtà urgente" dei rischi associati allo sviluppo dell'intelligenza artificiale in ambito militare. Ha ribadito l'appello della Santa Sede per una "moratoria immediata" sulle armi letali autonome e ha evidenziato i pericoli dell'uso dell'intelligenza artificiale nei sistemi di comando e controllo nucleare.

Isabella H. de Carvalho - Città del Vaticano

È necessario applicare un "approccio centrato sull'uomo allo sviluppo e all'uso delle nuove tecnologie", soprattutto in campo militare, perché queste tecnologie non possono sostituire "il giudizio umano in questioni di vita o di morte", in quanto attraverserebbero confini "che non devono mai essere superati". È questo l'appello lanciato dall'arcivescovo Paul Richard Gallagher, Segretario per i Rapporti con gli Stati e le Organizzazioni Internazionali, nel suo intervento al dibattito aperto tenutosi il 24 settembre presso la sede delle Nazioni Unite a New York.

L'incontro, organizzato dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, è stato dedicato al tema dell'intelligenza artificiale e della pace e sicurezza internazionale. Mons. Gallagher ha sottolineato che "se lo sviluppo e l'uso dell'intelligenza artificiale non sono saldamente radicati nel rispetto della dignità umana e nella ricerca del bene comune", rischiano di diventare "strumenti di divisione e di aggressione" e di "alimentare ulteriori conflitti". Non si tratta di una "preoccupazione astratta o remota", ma di "una realtà urgente, data l'attuale instabilità globale e la rapida integrazione dell'intelligenza artificiale nei sistemi di armi convenzionali e nucleari".

Moratoria sulle armi autonome letali

Come spesso sottolineato negli ultimi anni, il Segretario per i Rapporti con gli Stati ha ribadito che la Santa Sede "sostiene fortemente l'adozione di una moratoria immediata sullo sviluppo" di sistemi di armi autonome letali (sistemi d'arma autonomi letali, LAWSL'implementazione di queste tecnologie "solleva serie preoccupazioni" per la comunità internazionale a livello legale, umanitario, etico e di sicurezza, perché si tratta di sistemi "privi della capacità umana" di giudizio morale e discernimento etico. La Santa Sede, ha proseguito l'arcivescovo Gallagher, chiede la creazione di "uno strumento giuridicamente vincolante per garantire che le decisioni sulla vita e sulla morte rimangano sotto un significativo controllo umano".

L'arcivescovo Gallagher ha inoltre definito "altrettanto inquietante" la minaccia di "una nuova corsa agli armamenti caratterizzata dall'integrazione dell'intelligenza artificiale nei sistemi militari", tra cui la tecnologia spaziale e la difesa missilistica. Secondo il diplomatico vaticano, questo contesto minaccia di "cambiare la natura delle armi e della guerra" e di creare "un livello di incertezza senza precedenti". In particolare, ha proseguito, l'uso dell'"intelligenza artificiale nei sistemi di comando e controllo nucleare" potrebbe portare a "nuovi rischi sconosciuti che vanno ben oltre la logica già fragile e moralmente discutibile della deterrenza".

Il ruolo del Consiglio di sicurezza

Infine, l'arcivescovo Gallagher ha sottolineato che il Consiglio di Sicurezza ha "la responsabilità primaria per il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale" e quindi deve "prestare particolare attenzione ai progressi scientifici e tecnologici" che avvengono oggi nel mondo. Ha poi ringraziato la Corea del Sud per aver convocato un dibattito su questo tema attuale, spiegando che l'intelligenza artificiale sta già avendo un "profondo impatto" su settori come l'istruzione, il mondo del lavoro, le comunicazioni, la sanità e altro ancora. Questa tecnologia, ha osservato, "ha il potenziale per aiutare a realizzare" le aspirazioni "che hanno portato alla creazione delle Nazioni Unite ottant'anni fa", come la pace, la sicurezza e la garanzia di libertà e diritti umani.

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