Chip Roy, deputato repubblicano del Texas, e i membri del conservatore Freedom Caucus durante una conferenza stampa a Washington il 12 settembre 2023. J. SCOTT APPLEWHITE/AP

Washington è sull'orlo di un altro shutdown, un blocco parziale del governo federale. Una crisi tanto incomprensibile quanto prevedibile, visti gli equilibri di potere all'interno del Grand Old Party, dove i radicali hanno preso il sopravvento.

Nervi a fior di pelle, spacconate, trucchi procedurali: il Congresso degli Stati Uniti è abituato in questi giorni e in queste notti a uno psicodramma di bilancio le cui sottigliezze sfuggono all'opinione pubblica. Giorni e notti trascorsi a negoziare con il rischio di far chiudere il governo federale per mancanza di fondi.

Al Senato, come alla Camera dei Rappresentanti, la stragrande maggioranza dei rappresentanti eletti vuole evitare una crisi di cui sarebbe ritenuta responsabile. Eppure gli Stati Uniti sono sull'orlo di un altro shutdown da qui al 1° ottobre. Una crisi tanto prevedibile - visti gli equilibri di potere interni ai Repubblicani - quanto incomprensibile.

"È un concetto completamente nuovo, gente che vuole radere al suolo tutto", ha detto a denti stretti il presidente repubblicano Kevin McCarthy qualche giorno fa. Il presidente della Camera ha provato tutti i trucchi del mestiere per sbloccare la situazione. Alla fine è stato il Senato a mettere sul tavolo martedì un testo bipartisan che consentirebbe una proroga dei finanziamenti federali fino a metà novembre, compresi nuovi aiuti all'Ucraina per circa 6 miliardi di dollari (5,7 miliardi di euro). Ma McCarthy non tiene a freno le proprie truppe: l'approvazione del testo alla Camera dei Rappresentanti è improbabile.

"È un concetto completamente nuovo, gente che vuole radere al suolo tutto", ha detto a denti stretti il presidente repubblicano Kevin McCarthy qualche giorno fa. Il presidente della Camera ha provato tutti i trucchi del mestiere per sbloccare la situazione. Alla fine è stato il Senato a mettere sul tavolo martedì un testo bipartisan che consentirebbe una proroga dei finanziamenti federali fino a metà novembre, compresi nuovi aiuti all'Ucraina per circa 6 miliardi di dollari (5,7 miliardi di euro). Ma McCarthy non tiene a freno le proprie truppe: l'approvazione del testo alla Camera dei Rappresentanti è improbabile.

(Le Monde/RoZ)